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21 - La volta del compleanno

Tutto quel che ti serve sapere per goderti meglio l’eros - di qualsiasi tipo
La volta del compleanno
In cui prendiamo a pallettoni Peter Pan. E alla fine ci sono i sex toy più preziosi del mondo.
Ehilà!
Te l’avevo detto che la newsletter sarebbe uscita più di rado a causa della lavorazione del mio nuovo libro, ma non per questo il mondo si ferma, ed era ora di aggiornarci un po’ - in tutti i sensi.
Io sono Ayzad, dal secolo scorso studio e insegno le sessualità insolite, aiuto chi deve risolvere difficoltà con i suoi kink, e visto che questa settimana cade il mio compleanno era inevitabile che mi dessi ai ragionamenti sul tempo che passa. Anche per te.
Oggi, fra le altre cose, parliamo di dildi esplosivi, peni aerodinamici, threesome e trisomie, datamining e tanto altro.
Pronti ad approfondire? Allora esploriamo insieme!
[Tutti i contenuti sono 100% IA-free]
PARLIAMO DI…

Come usare un calendario kinky
Innanzitutto: tanti auguri a me, che nonostante si sia impegnata alla grande ho sconfitto per un altro anno sorella Morte e, anzi, me la passo decisamente meglio di tanti miei coetanei. Eppure, nonostante mi senta trent’anni meno, la carta d’identità si ostina a sostenere un’altra improbabile storia - così come diversa gente che ho incontrato di recente. C’è chi mi chiama ‘vecchio saggio’ (o, suppongo per brevità, ‘vecchio’), chi mi dà del “pioniere”, chi millanta che io faccia parte dell’inesistente Vecchia Guardia e giusto ieri sono stato presentato a una tavola rotonda come ‘proveniente dal Giurassico del BDSM’. In questi casi la mia risposta standard è «ne riparliamo quando avrai tu la mia età», ma in effetti non sono nemmeno più un ragazzino e, scortesie a parte, questa differenza di punti di vista mi ha dato da pensare.
Il fatto è che per la società in generale il concetto stesso di anzianità è molto cambiato negli ultimi decenni. Vuoi per il miglioramento della qualità media di vita e delle cure mediche, vuoi per cose meno piacevoli come lo sfaldamento del patto sociale, ormai soprattutto in Italia sembra normale sentire deliri tipo «sono un giovane di 40 anni» o «quella ragazza trentacinquenne», tanto che abbiamo finito per crederci tutti. Lo stesso vale per il contrario, con l’infantilizzazione degli under 30 - dimenticandoci che a 18 anni in gran parte del mondo è normale essere indipendenti dai genitori.
E questa è la parte che giustifica la mia involontaria sindrome di Peter Pan, nonostante abbia già superato quattro decadi di pratica kinky. Ma allora da dove deriva la percezione dei miei interlocutori, che d’altronde considerano del tutto normale avere un Presidente della Repubblica di 85 anni, seguire giornalisti ultranovantenni o cantanti-influencer nati prima che finisse la Seconda Guerra Mondiale?
Tutto diventa più chiaro ricordando che l’attuale cultura BDSM risale per lo più ad appena 25 anni fa, con la diffusione del Web. Nei dieci anni precedenti gran parte delle conoscenze che oggi diamo per scontate era riservata ai supergeek che usavano l’Internet della prima ora e ad appassionati fanatici che spendevano cifre pazzesche per procurarsi pubblicazioni ultraspecialistiche. Prima del 1989 bisognava addirittura frequentare fisicamente la sparuta decina di club e associazioni dedicate sparsi per il mondo. Come dire che sì, mio malgrado sono effettivamente un pioniere dell’eros estremo ma solo per la casualità di avere avuto la possibilità di interessarmi di certe cose fin da subito, quando da giornalista diciottenne mi capitava di poter esplorare i luoghi in cui si cominciava a parlare di SSC, negoziazione, safeword e tutto il resto. Non è che sia vetusto in assoluto: semplicemente, tanti altri sono partiti dopo e quindi rappresento un’anomalia statistica.
Tutto ciò porta però a una serie di considerazioni.
Per esempio: non è un po’ strano che in un ambiente in cui si sta attentissimi all’inclusività, a usare la schwa, al rispetto delle minoranze, delle diversità e così via… si prenda tanto alla leggera l’ageismo? Tutto sommato, il fatto che personalmente non mi turbi molto essere interpellato con certi termini non vuol dire che sia carino venire identificato per una caratteristica che non posso cambiare. Pensa che terremoto se al prossimo munch chiamassi qualcuno ‘grasso’, ‘cieco’ o ‘impotente’… e allora perché nessuno si indigna per ‘vecchio’? Lo stigma sociale legato a questa caratteristica è comunque pesante, no?
Mi viene da pensare che, banalmente, nella comunità kinky non ci siano ancora abbastanza partecipanti attivi della mia età da aver scatenato lo stesso attivismo (per lo più performativo) che strilla con la schiuma alla bocca per un pronome sbagliato o cose del genere.
O forse no. Dopotutto, mi ricordo bene quando sono nati i primi TNG - gli incontri riservati agli under 30, poi 35 - e si parlava apertamente di «tenere fuori i vecchi bavosi» (ora lo si fa solo in privato, se no calano i like). Forse è proprio un atteggiamento normativo, magari legato all’idea un po’ da americani che il sesso sia solo una roba da giovani. Chissà. Facciamo un esperimento mentale: che succederebbe se domani pubblicassi un post su Instagram dichiarando ‘nuovo munch vietato ai bambinetti arroganti sotto i 40 anni’? Uhm…
Ma non è il caso di vedere solo i lati negativi, dai. Tutto sommato una barba bianca può dare anche vantaggi - per esempio con tutto l’esercito delle little girl, sia anagrafiche che mentali, e i loro giochi di ruolo con daddy e “papy” di orribile berlusconiana memoria. Ultimamente vanno di moda anche le mommy domme, con relativi toy boy. E non c’è niente di strano, perché l’idea della figura dominante-genitoriale, protettiva, mentore è bene ingranata anche a livello sociale.
Ma ora pensa a quante coppie hai visto in cui la parte sottomessa sia sensibilmente più matura di quella dominante. I rapporti fra prodomme e clienti non valgono.
Strano, vero? È come se, in un mondo che si riempie la bocca di ‘decostruzione’, gli stereotipi sull’età - e forse sull’estetica - restino proprio ben solidi al loro posto.
Magari si tratta di una questione di energie. Da giovani se ne ha in abbondanza per nutrire ogni lotta e qualche ideologia; col passare degli anni però ci si accorge che molte battaglie in fondo non erano così importanti, e si preferisce concentarsi sul quieto vivere e il proprio benessere. Quando ci si riesce, s’intende.
È un fenomeno che noto come coach quando incontro un certo tipo di clienti. Sono persone - soprattutto donne - sulla cinquantina o più che chiedono smarrite o disperate una qualche soluzione per trovare partner. «Non capisco come mai,» dicono, «sono sempre stata poliamorosa/swinger/esploratrice/party girl ed ero piena di uomini. Com’è che non mi cerca più nessuno?».
Un’ipotesi potrebbe essere che nel mondo del sesso la carne fresca sia sempre gradita, ma se si punta tutto su quello senza coltivare la profondità relazionale prima o poi arriva il momento in cui si viene scalzati da alternative meno frollate. Non è un caso se con l’andare dell’età tante paladine del poliamore siano tornate alla banalità della monogamia.
Dinamiche come queste finora non sono mai sembrate molto importanti perché venivano vissute lontano da contesti semipubblici quali le community e i social media. A mano a mano che le persone abituate a muoversi in questi ambiti inv… maturano, però, il punto di vista di chi è un po’ più avanti con gli anni è destinato ad acquisire sempre più peso.
Mi viene da chiedermi due cose. Intanto se mi/ci stia magari sfuggendo qualche altra forma di discriminazione “poco importante” e altrettanto insensata. E poi chissà quando si comincerà a vedere una vera reazione all’ageismo subdolo del mondo kinky, magari proprio da chi lo pratica oggi.
Nel dubbio, torno a festeggiare.
STIMOLAZIONI
Riecco la rassegna delle notizie di sesso insolito più interessanti dell’ultimo periodo. Come al solito, tappa sulla didascalia per visitare la fonte.
STORIE DI COACHING

Dicono di me - La testimonianza di Filippo
«Dall'età della pubertà ho difficoltà a vivere la mia sessualità. A un certo punto ho capito che avevo bisogno di una guida esperta del BDSM che non mi dicesse quello avrei dovuto fare per avere una sessualità soddisfacente bensì che mi offrisse altri punti di vista con cui guardare i miei kink in relazione alla realtà che mi circonda. Alle volte ti accorgi che va bene essere accompagnat* in un percorso di realizzazione personale: nel campo delle sessualità atipiche ti puoi senz'altro affidare a un coach come Ayzad.»
INCONTRIAMOCI
Ecco i prossimi appuntamenti dal vivo:
![]() Sadistique - Party 1 MARZO - MILANO Da 21 anni, il luogo di riferimento per il mondo kinky italiano. | ![]() Freedomina - Party 15 MARZO - MILANO L’evento BDSM al femminile più particolare in Italia. |
DAGLI ARCHIVI

La rivolta degli zoofili tedeschi
Studiare le sessualità insolite porta a occuparsi anche di pratiche piuttosto inquietanti. Qualche anno fa, per esempio, mi è capitato di approfondire la strana protesta di una grande associazione di zoofili contro una proposta di legge che aveva portato alla luce quel genere di dati di cui non si parla mai durante i pranzi coi parenti.
Chiaramente ci scrissi su un articolo, che ti prometto essere diverso da quel che pensi.
LETTURE
Due libri che ti piaceranno:
![]() Voluptuous Panic La Repubblica di Weimar in solo 15 anni ha distrutto se stessa e un buon pezzo di mondo - ma è anche stata un pazzesco laboratorio a cielo aperto su cosa accade quando si lascia libero l’eros. Spoiler: un casino pazzesco, che merita di essere conosciuto. | ![]() Castità forzata Un manuale affascinante, che mostra come qualsiasi gioco erotico (non solo la castità forzata) sia molto più che l’uso di una serie di oggetti. |
È incredibile quante notizie si fossero accumulate in appena un paio di settimane. La prossima newsletter però continuo a non sapere quando uscirà, perché il libro su cui sto lavorando sta assorbendomi tutto il tempo a disposizione (e mi ci sto divertendo un mondo). Tu fa il tifo per me, e cercherò di finirlo il prima possibile.
Nel frattempo, cosa ti ha interessato di più questa volta? Cosa vorresti leggere la prossima? Scrivimi i tuoi commenti: non riesco a rispondere a ogni mail, ma le leggo tutte!
Ricorda che per te questa newsletter è gratis, ma non per me - crearla mi impegna parecchie ore ogni volta - se ti ha intrigato, puoi aiutarmi inoltrandola a qualcuno che ti piace, o iscrivendoti al mio canale YouTube.
E COME PROMESSO…
Dove hai comprato il tuo ultimo sex toy? I nostri trisnonni più intraprendenti si rifornivano presso la Arita Drug and Rubber Goods Company di Kobe, in Giappone, che nel 1925 produceva set in guscio di tartaruga come questo. Contiene quattro guaine per il pene, quattro cockring, tre palline cinesi in bronzo, un dildo e uno stimolatore da indossare su un dito. Oggi si tratta di un inestimabile oggetto da collezione, che ho trovato negli archivi dello Science Museum Group.

Alla prossima, e nel frattempo… goditi la vita!
A.












